La storia di Giovanni: lavoro, scelte, paure.

Published by pier luigi rizzini on

Giovanni è economista, ha 42 anni, una brillante carriera professionale in una banca d’affari, con una laurea specialistica e un master in business administration. Il suo obiettivo del momento è cambiare lavoro.

Quello attuale non lo soddisfa, sente di avere esaurito il suo ruolo e pensa di potere dare molto di più.
Attualmente è convinto che per cambiare lavoro ha necessità di iscriversi ad un master e migliorare il suo livello di competenze.

Ora, se un giovane quadro aziendale di 42 anni nel momento di massima crescita professionale con ottime competenze ed esperienza pensa di avere necessità di un ulteriore master, senza sapere esattamente poi come utilizzarlo, non c’è qualcosa di sbagliato?

Tutto ciò visto da un osservatore esterno può risultare abbastanza incomprensibile, scendendo però nei dettagli si possono individuare chiaramente alcuni elementi fondamentali che chiariscono non poco la situazione

Se Giovanni avverte un senso di disagio che presto può sfociare in problemi più seri, la strada giusta da percorrere è trovare un lavoro più consono ai suoi desideri e che lo soddisfi professionalmente e sotto l’aspetto umano. Esperienza, competenze e ottime referenze del lavoro svolto sino a qui non mancano e cercare un nuovo lavoro è sicuramente una strada del tutto ragionevole.

Il punto è che Giovanni ancora non sa con precisione cosa vuole, sa solo con certezza che il suo desiderio impellente è cambiare.
Si trova davanti a numerose possibili opzioni ed ecco che allora un ulteriore master, complice la fiorentissima offerta in questo ambito, sembra un’ottima soluzione. “Sicuramente una volta terminato il master sarà facile trovare qualcosa che risponde ai miei desideri”

E qui Giovanni, di fronte ad un bivio, imbocca una strada che lo porta in una direzione che non è quella che vuole, perché se l’obiettivo è quello di cambiare lavoro Giovanni sta facendo una scelta che invece rimanda e allontana il suo obiettivo principale.

Dopo un anno di master raramente le nuove competenze possono risolvere o aiutare nella ricerca di un nuovo lavoro

Allora fermati Giovanni, e rifletti su ciò che realmente puo portarti verso il cambio che desideri. L’opzione di investire un anno in formazione non necessaria è riflesso di un meccanismo molto comune che si chiama resistenza al cambiamento, derivante dal comprensibilissimo timore che non tutto possa andare per il meglio.

Per non commettere questo genere di errore è necessaria un’analisi preventiva, senza cui si rischia di girare intorno al nocciolo della questione.

La lezione da imparare dalla storia di Giovanni è che un cambio di lavoro non è mai facile e immediato, è necessario fare molta attenzione alle dinamiche psicologiche che si innescano in fase di transizione, che possono portare fuori strada e non di poco.

Prima di scegliere il cosa sia da fare è perciò necessario mettere in sicurezza tutto il processo di transizione con una sequenza di orientamento per individuare la tua strategia e mettere in campo obiettivi, scelte e priorità personali, la cui chiarezza è determinante per proseguire sulla giusta strada

(*per motivi di privacy immagini e nomi sono fittizi, ma i fatti sono del tutto reali :-))


2 Comments

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *