Una sosta di felicità

Una sosta di felicità

Quando arriva il tempo di fermarsi, di fare una sosta, ecco che spunta qualcosa di inaspettato. E’ arrivato il momento della scoperta, se tu lo vuoi.

Fermarsi implica un cambiamento di visione delle cose, significa passare da un movimento, spesso poco consapevole ad una osservazione di ciò che si muove, è un bellissimo esercizio di spostamento dell’attenzione

Fermarsi e fare una sosta è un atto semplice ma di grande potenzialità: ferma il tuo moto indotto dall’inerzia, metti in pausa le attività compulsive, sospendi i movimenti, prenditi un periodo di vacanza (vacuum=vuoto) e vedrai accadere cose straordinarie

E’ un momento in cui si realizza l’inversione di tendenza dal generare il tuo movimento ad osservare l’altro moto, tutto ciò che accade dentro e fuori, che tu osservi da un punto privilegiato. Questa è una delle fonti primarie da cui scaturisce la sorpresa della scoperta, l’intuizione, la felicità.

E come ogni cambiamento a cui sei interessato, anche questo raramente accade senza volerlo, mai comunque casualmente. E’ perciò una scelta di felicità!

La psicologa Sonia Lyubomirsky è conosciuta per le sue ricerche in cui cerca di rispondere alla domanda: “Cos’è che ci rende felici?”
Tu hai una risposta a questa domanda?

Secondo te quali sono gli ingredienti della felicità?

  • Salute?
  • Soldi?
  • Status sociale?
  • Atteggiamento mentale?
  • Amore?

Qual’è il fattore che per  te è più importante?
Fermati un attimo e pensa alla risposta, appuntandotela di getto, senza pensarci troppo.

Ebbene la risposta è qualcosa che può sorprendere!
Sonia Lyubomirsky nei suoi studi, ampiamente condivisi da molti ricercatori universitari, ha accertato che la felicità dipende da:

  • al 50% dal nostro patrimonio genetico
  • al 10% da fattori esogeni (soldi, status sociale, aspetto fisico, etc.). 
  • il restante 40%… (fai bene attenzione), dipende da NOI, ovvero dal nostro dialogo interiore, dal nostro atteggiamento mentale e dalle nostre abitudini.

Se ora leggi l’appunto che hai appena scritto scommetto che si tratta di qualcosa che ha a che vedere con quel 10%  di fattori esterni.
Non è vero?

Ma il bello viene ora perchè a ben vedere quel  40% di fattori che sono sotto il nostro controllo possono influire positivamente sull’andamento del 10% di fattori esogeni, non solo ma possono anche indurre un atteggiamento migliore verso il 50% dei fattori genetici su cui non abbiamo controllo

Se vuoi approfondire il tema della scoperta consapevole attraverso la mindfulness contattami, se poi ti interessa il confronto e la condivisione con altri, gli incontri “Vita Lavoro e Felicità”che propongo perodicamente hanno aiutato molti nella ricerca della loro strada verso la felicità. 

Buon cammino…. 🙂
Pier

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